Dizionario dei Kanji giapponese – italiano

Informazione di servizio per nipponisti.

Per Zanichelli e’ uscito finalmente un dizionario dei kanji giapponese – italiano:

http://www.zanichelli.it/ricerca/prodotti/kanji

Dai numeri, quasi 5500 kanji singoli e oltre 43000 composti, pare un’ottima notizia per tutti coloro, come il sottoscritto, interessati alla lingua e stanchi di usare analoghi dizionari in lingua inglese.

kanji

 

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Saluto al FQ

Questo il mio saluto al FQ, appena rimosso dalla Redazione:

“Ah beh, adesso, cara Eretica e RedazioneWeb, si rimuovono pure i commenti che non contengono alcuna offesa o volgarita’ e attengono comunque al tema dell’articolo seppure esprimendo una opinione personale con ironia. In nessun punto della Policy e’ menzionato il divieto di commentare stando sempre in tema ma usando ironia non volgare.

Se preferite suonarvela e cantarvela e lasciar passare, su altri argomenti (tipo immigrati, islamici, ecc), commenti volgari, violenti e spesso al limite del penale che non solo passano i controlli ma restano pure li’ senza che ne’ l’autore ne’ il FQ provi un po’ di pudore e li rimuova, beh: buon divertimento.

Commentare qui e’ una gentilissima opportunita’ che offrite e di cui ringrazio con sincera gratitudine. Ma e’ un passatempo e non un obbligo.
Vorra’ dire che perderete i miei, la cui ironia evidentemente va contro la vostra Policy, ma continuerete a leggere commenti volgari, violenti e spesso al limite del penale, forse piu’ consoni al vostro gusto.

Grazie della possibilita’ accordata fin qui, complimentoni e saluti.”

 

e questo il commento la cui rimozione ha motivato la mia scelta:

“Cara Eretica, penso sia giunta l’ora che, nel caso di accuse di stupro controverse, venga ripristinato l’unico metodo equo e sicuro per inchiodare i maschi colpevoli: l’ordalia.

Nel caso un uomo venga accusato di stupro, niente indagini o processi: sulla sola base della parola della donna, l’uomo dovra’ percorrere nudo e carponi 1 chilometro di carboni ardenti. In salita. Sempre tenendo in equilibrio un vassoio con 12 uova fresche.
Se non riuscira’ a terminare la facile prova, se rompera’ anche un solo uovo, se anche un solo uovo risultera’ cotto o se anche un solo piede o una mano prendera’ fuoco, cio’ sara’ chiara indicazione della sua colpevolezza. Il Giudizio di Dio non scherza.

Dovesse, invece, riuscire a terminare la prova, l’uomo offrira’ alla donna un aperitivo analcolico per mostrare che non serba alcun rancore e che quasi quasi rifarebbe il chilometro in senso inverso e a dorso.”

 

 

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Nema problema

Ovvero: la fatica di vivere con una volpe sotto l‘ascella.

 

Se c’erano delle cose che Giulia e Luca odiavano fare, certo le pulizie di casa erano in cima alla lista. Passare le poche ore libere del fine settimana ad aspirare la polvere o a passare lo straccio non rientrava tra le attività che avrebbero reso memorabile una domenica pomeriggio. Né contribuiva a ricaricare le batterie in vista della successiva settimana lavorativa.

La soluzione c’era. Semplice, economica e a portata di mano: servirsi di una donna delle pulizie.

Misero in moto le conoscenze e, dopo lunghe ricerche, trovarono una ayi, cioè una collaboratrice domestica cinese. Sarebbe venuta a fare le pulizie quel venerdì. Così Giulia avrebbe poi potuto dedicarsi allo shopping con Luca, il suo fidanzato, senza rimorsi derivanti da una casa che li attendeva lurida. Continua a leggere

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Lasciate che i bambini …

Ovvero: non si era d’accordo che dovevano mangiarli?

 

E giunse domenica mattina.

Per fortuna in Cina i supermercati sono aperti dalle otto del mattino fino alle dieci di sera sette giorni su sette, così Paolo riuscì a trovare un po’ di tempo, per fare la spesa nel suo unico giorno libero.

Chiuse la porta di casa e premette il pulsante per chiamare l’ascensore. Lento come al solito, l’ascensore superò il suo piano e si fermò a quello di sopra. I minuti passavano, ma dell’ascensore nessuna traccia. Dopo un’attesa interminabile, le porte dell’ascensore si aprirono, rivelando allo sguardo di Paolo la simpatica famigliola del piano di sopra. Al completo.

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La Fidanzata

La Fidanzata in Cina è presente solo tra gli espatriati delle aziende italiane di maggiori dimensioni.

Per assurgere al titolo di Fidanzata non basta un semplice rapporto sentimentale con un espatriato, nel qual caso si è davanti a una semplice donna al seguito. Ma è necessario che la donna sia a sua volta dipendente dell’Azienda e che sia fidanzata con un Ingiegniere. Se tutte queste condizioni vengono rispettate, allora siamo di fronte a una classica Fidanzata.

Pur di accaparrarsi l’ambito Ingiegniere, l’Azienda acconsentirà alla richiesta di inviare in Cina anche la di lui Fidanzata. Richiesta fatta, è chiaro, solo per motivi sentimentali. Se già assunta in Azienda, verrà promossa, le verrà garantito un contratto faraonico e verrà spedita in Cina come doppione in una posizione già coperta da qualcuno più in gamba. Se ancora non incorporata, verrà assunta anche se non dispone di alcuna qualifica: se prima faceva la casalinga, ora sarà Responsabile della contabilità clienti; se la precedente occupazione era cameriera in uno chalet montano, adesso si fregerà del titolo di Logistics Manager.

Qualunque sia il ruolo, sempre per motivi sentimentali, la retribuzione sarà seconda solo a quella dell’Ingiegniere e sarà versata direttamente in un conto cifrato alle Isole Cayman. Inutile aggiungere che questi incarichi sono nominali, visto che in ogni caso passerà le giornate a stabilire nuovi record al Campo Mimato di Windows (sì: lei lo chiama così).

Non è infrequente il caso in cui, stanca ormai di sfidare il genio di Bill Gates, chieda e ottenga di essere messa in aspettativa. Durante la quale resterà in Cina e sarà sempre e comunque retribuita come un’espatriata. Il che le permetterà di continuare a fare shopping selvaggio e di vedersi in anteprima l’ultima serie di Desperate Housewives.

Al rientro dell’Ingiegniere in Italia, anche la Fidanzata fa ritorno in patria, sposa l’Amministratore Delegato e viene subito promossa dirigente.

 

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Ritorno al futuro

[Premessa: scrissi questo racconto nel 2008, fresco fresco di visione delle fantastiche Olimpiadi di Pechino. A me piace ancora, ma sono di parte … ]

 

Ovvero: le Olimpiadi degli Idraulici Sorridenti.

 

Francesco entrò in casa esausto e si buttò subito a letto.

La testa gli pulsava. I vestiti puzzavano di fumo e di fritto.

Quella sera, alle ore otto e otto minuti dell’ottavo giorno dell’ottavo mese del duemilaeotto, era cominciata la cerimonia inaugurale delle Olimpiadi di Pechino.

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Paura di volare

Ovvero: pullman con le ali

 

E arrivò anche la festa del primo maggio. Giulio aveva una settimana tutta per sé.

Era tanto che progettava di effettuare un bel viaggio: sette giorni alla scoperta di cosa avesse da offrirgli la grande Cina oltre il lavoro e l’ufficio. Eccitato, finì di riempire lo zaino. Uscì di casa, chiamò un taxi e si diresse all’aeroporto.

Pagata la corsa, entrò nell’aerostazione. Quindi individuò il suo volo e si mise diligente in coda per il check in. Davanti a lui c’erano solo tre persone. Stranamente, ci stavano impiegando un sacco di tempo. Ma Giulio aveva altre cose a cui pensare: una settimana di vacanza in giro per la Cina Millenaria!

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